Modellino Bburago Ferrari SF90 XX Stradale rossa con confezione originale, ambientato tra storia e futuro del modellismo Ferrari

Bburago, la storia italiana delle macchinine che hanno fatto sognare generazioni

Ci sono marchi che producono giocattoli e marchi che finiscono per entrare nei ricordi di un’intera generazione. Bburago appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Per milioni di appassionati, una macchinina Bburago non era semplicemente la riproduzione in scala di un’automobile: era una Ferrari da osservare sul comodino, una Porsche da far correre sul pavimento, una Lamborghini da montare con attenzione o il primo vero pezzo di una collezione destinata a crescere negli anni.

Prima di diventare un marchio conosciuto in tutto il mondo, Bburago è stata soprattutto una storia italiana. Una storia nata in Lombardia, fatta di metallo pressofuso, automobili, industria, design e di quella particolare capacità italiana di trasformare la passione per i motori in qualcosa da tenere tra le mani.

Oggi Bburago appartiene al May Cheong Group, gruppo con sede a Hong Kong che controlla anche Maisto, e la produzione non è più quella italiana delle origini. Ma il nome Bburago continua a portare con sé un patrimonio costruito in oltre mezzo secolo di modellismo.

Tutto comincia in Lombardia nel 1974

La storia prende forma nel 1974, quando i fratelli Besana avviano una nuova attività dedicata ai modellini die-cast con il nome Martoys. I Besana avevano già maturato una lunga esperienza nel settore del modellismo automobilistico attraverso Mebetoys, altro nome importante nella storia italiana delle automobili in miniatura.

Martoys ebbe però vita breve come denominazione. Nel 1976 il marchio venne ribattezzato Bburago, legando indissolubilmente il prodotto al territorio lombardo nel quale era nato. La sede produttiva era a Burago di Molgora, nell’area milanese, e proprio da quel territorio sarebbe partito uno dei nomi italiani più riconoscibili nel mondo dei modellini.

Quella doppia “B” sarebbe diventata familiare a generazioni di bambini, ragazzi e collezionisti.

Quando una macchinina diventava qualcosa di più

Il successo di Bburago non si può spiegare soltanto parlando di automobili in miniatura.

Il marchio riuscì a trovare un equilibrio particolarmente efficace tra giocattolo e oggetto da collezione. Le vetture erano abbastanza robuste da poter essere utilizzate dai più giovani ma, allo stesso tempo, offrivano proporzioni, carrozzerie in metallo, interni, ruote e parti apribili capaci di attirare anche un pubblico adulto.

Le scale più grandi contribuirono enormemente alla riconoscibilità del marchio. I modelli 1:24 e soprattutto le grandi riproduzioni 1:18 consentivano di apprezzare l’automobile in maniera completamente diversa rispetto alle piccole macchinine tradizionali. Cofani, portiere, motori e abitacoli diventavano elementi da osservare e non soltanto da utilizzare durante il gioco. Bburago contribuì così alla diffusione del modellismo automobilistico di grande scala presso un pubblico molto più vasto.

Era proprio questa la magia: potevi ricevere una Bburago come giocattolo e ritrovarti, senza quasi accorgertene, a diventare un collezionista.

 

Modellini die-cast Ferrari F40 rossa, Lamborghini Countach gialla e Porsche 911 Turbo argentata su scrivania vintage

Ferrari, Lamborghini, Porsche e le automobili dei sogni

Una delle grandi forze di Bburago è sempre stata la capacità di portare nelle case automobili che, nella realtà, erano spesso irraggiungibili.

Supercar, vetture sportive, auto da competizione e automobili diventate icone potevano essere finalmente parcheggiate su una scrivania o esposte in una vetrina.

Per molti appassionati il primo contatto con alcune delle auto più famose della storia non è avvenuto davanti a una concessionaria, ma aprendo una scatola Bburago.

Ferrari occupa ancora oggi un ruolo particolarmente importante nel catalogo del marchio. Il May Cheong Group descrive Bburago come casa di una delle più ampie collezioni di repliche Ferrari attualmente in produzione, mentre il catalogo contemporaneo comprende numerosi marchi automobilistici e scale che vanno dalla 1:18 alla 1:64.

Questa relazione tra automobilismo reale e modellismo è probabilmente uno dei motivi per cui Bburago riesce ancora oggi a parlare contemporaneamente a bambini, appassionati di motori e collezionisti.

Le Bburago da montare: quando il modellino lo costruivi tu

Un altro elemento rimasto nella memoria di molti appassionati sono i kit di montaggio.

Non si trattava soltanto di estrarre il modellino dalla confezione. Alcune Bburago richiedevano di essere assemblate, completate e personalizzate. Il rapporto con l’oggetto cambiava completamente: quella macchina non era semplicemente stata comprata, era stata costruita.

Ruote, carrozzeria, dettagli e decalcomanie trasformavano il modellino in un piccolo progetto personale.

È un aspetto importante per comprendere cosa abbia rappresentato Bburago nella cultura del modellismo popolare. Il marchio riusciva a mettere insieme il gioco, la manualità e la passione per l’automobile, avvicinando al modellismo persone che probabilmente non sarebbero mai entrate in un negozio specializzato.

 

Modellino die-cast Ferrari F40 rossa con cofano, portiere e vano motore aperti, esposto su tavolo da collezionista

Un pezzo d’Italia nelle camerette degli anni ’80 e ’90

Chi è cresciuto tra gli anni Ottanta e Novanta ricorda facilmente quelle confezioni.

Le Bburago venivano regalate a Natale, per un compleanno o dopo una pagella particolarmente buona. Alcune finivano inevitabilmente segnate dal gioco, altre venivano conservate con una cura quasi maniacale.

C’erano bambini che le facevano correre sul pavimento e bambini che non permettevano a nessuno di toccarle.

A distanza di decenni, molti dei primi sono diventati i collezionisti di oggi.

È forse questo il risultato più importante ottenuto da Bburago: avere creato un ponte tra generazioni. Il modellino acquistato oggi può rappresentare per un ragazzo la sua prima Ferrari in miniatura e, contemporaneamente, ricordare a suo padre o a suo nonno quella che aveva ricevuto molti anni prima.

Pochissimi prodotti riescono a mantenere una relazione emotiva così lunga con il proprio pubblico.

La fine della Bburago italiana

La storia industriale del marchio, tuttavia, non è stata priva di difficoltà.

Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila il mercato dei die-cast era profondamente cambiato. La concorrenza internazionale era diventata molto più forte e buona parte della produzione mondiale di giocattoli si era spostata verso l’Asia.

La Bburago originaria entrò in crisi e nel 2005 cessò la propria attività industriale italiana. Il marchio venne successivamente acquisito dal May Cheong Group, realtà nata a Hong Kong e già proprietaria di Maisto. Le stesse fonti ufficiali del gruppo collocano l’operazione tra il 2005 e il 2006.

Da quel momento Bburago smise quindi di essere un produttore italiano nel senso industriale originario.

La produzione venne trasferita in Cina, dove il May Cheong Group mantiene i propri stabilimenti produttivi.

Per chi aveva conosciuto le Bburago “Made in Italy” fu inevitabilmente la fine di un’epoca.

Ma non la fine del marchio.

 

Modellino die-cast Bburago Ferrari SF90 XX Stradale rossa con confezione originale, esposto in ambiente moderno

Bburago oggi: una storia italiana diventata globale

Oggi Bburago continua a essere presente in moltissimi Paesi e produce modellini in diverse scale, dalla grande 1:18 fino alla compatta 1:64. Il catalogo comprende auto stradali, vetture da competizione, Formula 1, Ferrari, model kit e numerose licenze automobilistiche ufficiali.

La proprietà è cambiata.

I luoghi di produzione sono cambiati.

Il mercato è cambiato.

Eppure il nome è rimasto.

Su una confezione Bburago contemporanea convivono idealmente due storie: quella di un moderno produttore internazionale di modellini e quella di un marchio nato più di cinquant’anni fa in un comune lombardo.

Ed è proprio questa eredità a renderlo differente da molti altri nomi del modellismo.

Perché le vecchie Bburago continuano ad affascinare

Guardare oggi una vecchia Bburago Made in Italy significa osservare qualcosa che va oltre il modellino stesso.

È un piccolo oggetto di storia industriale italiana.

Le condizioni, la presenza della confezione originale, la versione, la livrea e il modello rappresentato possono rendere alcuni esemplari particolarmente interessanti per i collezionisti, ma il loro valore non è necessariamente soltanto economico.

Per moltissime persone il valore principale è quello della memoria.

Una Ferrari Testarossa, una Porsche, una Lamborghini o una vettura da rally possono riportare immediatamente a una cameretta, a una vetrina o a un regalo ricevuto decenni prima.

Il collezionismo nasce spesso proprio da questo.

Prima arriva il ricordo.

Poi comincia la ricerca.

Da giocattolo italiano a icona del modellismo

Bburago ha attraversato oltre mezzo secolo di trasformazioni nel mondo dell’automobile, del giocattolo e del collezionismo.

È nata in Italia nel 1974.

È cresciuta in Lombardia.

Ha portato automobili da sogno nelle case di milioni di persone.

Ha trasformato tanti bambini in appassionati di motori e molti di quegli appassionati in collezionisti.

Poi l’azienda italiana ha terminato il proprio percorso e il marchio è entrato in un grande gruppo internazionale.

Ma una storia non scompare semplicemente perché cambia il luogo in cui viene prodotto un modellino.

Ogni volta che qualcuno prende in mano una nuova Bburago, cerca una vecchia versione Made in Italy o aggiunge una Ferrari, una Lamborghini o una Porsche alla propria collezione, quella storia continua.

Ed è forse questo il modo migliore per descrivere Bburago.

Non soltanto un marchio di macchinine.

Un piccolo pezzo di storia automobilistica e industriale italiana, riprodotto in scala.

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